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La Gaura lindheimeri è una pianta erbacea perenne proveniente dall’America Settentrionale, molto facile da coltivare e dalla fioritura abbondante. Da maggio fino a ottobre, i suoi fusti sottili si riempiono di fiorellini bianchi o rosa che ricordano piccole orchidee, e il suo fogliame verde accesso diventa leggermente rosato ai bordi.

È un pianta da esterni alta circa 50 cm, perfetta per creare macchie di colore all’interno del giardino, per creare bordure, o semplicemente da coltivare in un vaso.

 

GAURA LINDHEIMERI: ATTENZIONE ALL’IRRIGAZIONE

La Gaura è una pianta estremamente resistente che non teme il freddo e sopravvive a temperature al di sotto dello zero. Perchè cresca rigogliosa e fiorisca di continuo, deve essere posizionata in un luogo soleggiato, o al limite a mezz’ombra, in un terreno leggero e ben drenato.

Questa pianta resiste a lunghi periodi di siccità e non tollera i ristagni idrici, per questo è importante bagnare il terreno solo quando risulta asciutto, in maniera regolare e senza inzuppare il substrato. Se coltivata in vaso, è consigliabile sistemare sul fondo uno strato di argilla espansa a cui aggiungere del terriccio universale, al fine di drenare meglio l’acqua in eccesso.

In primavera e in estate, per rendere la fioritura più abbondante, si può aggiungere una volta al mese all’acqua di irrigazione, del concime per piante fiorite. Inoltre e bene recidere i fusti con i fiori appassiti, al fine di prolungare la fioritura della pianta. Durante l’inverno, quando la Gaura tende a seccarsi per via del freddo, è consigliabile potarla a 20 cm dal terreno, al fine di renderla più compatta quando rifiorirà in primavera. 

 

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Venerdì, 01 Marzo 2019 13:04

SANSEVERIA: AMICA DELL’ARIA – VIDEO

La Sanseveria è una pianta erbacea perenne originaria dell’India e dell’Africa centro-meridionale. E’ caratterizzata da grandi foglie radicali, lanceolate, spesse e percorse per tutto il margine esterno da striature gialle. Se ne conoscono più di 60 specie e la più originale è sicuramente la Sanseveria Cylindrica: anziché avere foglie lanceolate, le ha carnose e cilindriche.

E’ un’ottima pianta d’appartamento, poiché è stato dimostrato che ha la capacità di assorbire gli inquinanti indoor (come la formaldeide o il fumo di sigaretta) e combatte l’effetto delle radiazioni elettromagnetiche.

Predilige ambienti molto luminosi ma si adatta anche alla penombra. È una pianta che cresce tranquillamente sia in esterno sia in interno, ma in inverno non sopporta temperature sotto i 5°C.

SANSEVERIA: SCOPRI COME COLTIVARLA NEL VIDEO

Nel video di Compo sono spiegati in modo semplice tutte le regole di coltivazione di questa fantastica pianta.

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Mercoledì, 20 Febbraio 2019 11:03

PRIMULE: IL PRIMO FIORE DI PRIMAVERA

Quando parliamo di Primule, molti pensano alla piccola piantina con grandi foglie verdi rugose e un fiore giallo vivo. In realtà quella è la Primula Vulgaris, una delle specie spontanee più diffuse in Italia insieme alla Primula Veris. Dietro il nome “Primula” in realtà si nascondono più di 500 specie di piante diverse, con caratteristiche spesso differenti, come per esempio l’altezza o la forma delle foglie e del fiore.

La Primula è una pianta erbacea, annuale o perenne a seconda della specie, ed è una delle prime a fiorire all’inizio della primavera: è proprio a questa caratteristica che deve il suo nome, dal latino primus. In Italia può essere coltivata con facilità in vaso o in giardino.

Nelle zone a nord bisogna fare attenzione alle specie più delicate (come le Primule Kewensis, Malacoides, Obconica e Sinensis) che richiedono una temperatura minima invernale superiore ai 5°C. Ma le specie più rustiche possono essere coltivate facilmente in ogni regione, la Primula è anzi indicata per donare colore alle bordure e ai giardini rocciosi.In giardino le Primule richiedono un terreno ben drenato e fertile e possono essere piantate in settembre-ottobre oppure a marzo.

Per la coltivazione in vaso potete partire da un diametro di 8-10 cm, effettuando rinvasi progressivi fino a un diametro di 18 cm. Per la coltivazione in vaso è molto importante la concimazione, poiché la pianta trae il nutrimento da un piccolo pane di terra: ogni settimana aiutate le piante con un concime liquido diluito nell’acqua per l’irrigazione.

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Venerdì, 15 Febbraio 2019 13:07

LA CALCIOCIANAMIDE NITRATA: L’ORTO A FEBBRAIO

La Calciocianamide Nitrata è un ottimo fertilizzante, che viene utilizzato nei mesi invernali per la preparazione del terreno alla successiva semina: con la fine delle gelate il terreno diventa più malleabile e quindi più facile da lavorare. Infatti, prima della semina o del trapianto delle colture, occorrerà effettuare un’accurata vangatura: frantumando le zolle arieggeremo il terreno, lo renderemo più permeabile ed elimineremo i residui delle precedenti colture, sassi ed erbacce.

LA CALCIOCIANAMIDE NITRATA

Dopo questa operazione, andremo ad irrigare il terreno e subito dopo a distribuire in modo uniforme la Calciocianamide Nitrata,  un concime che migliora la fertilità naturale del terreno e manifesta anche un’azione polivalente contro funghi e insetti parassiti.Il terreno umido e il periodo di attesa (15-20 giorni) tra la stesura della Calciocianamide Nitrata e la semina sono due fattori essenziali per dargli il tempo necessario per trasformarsi in azoto a lenta cessione disponibile alla coltura.Successivamente, se il clima sarà sufficientemente mite, potremo iniziare la semina di alcune colture, in particolare si consigliano le crucifere, i legumi, le piante aromatiche, le carote.In zone con temperature più basse occorrerà proteggere i germogli dalle gelate e mantenere il terreno umido e sufficientemente caldo utilizzando del tessuto non tessuto oppure una serra tunnel.Se il gelo si fa ancora sentire, si consiglia di non esagerare con le annaffiature nei primi giorni, ma di aspettare di vedere uscire dal terreno i primi germogli.

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Mercoledì, 30 Gennaio 2019 16:59

COME COLTIVARE LA SUNSATIA

La Sunsatia è una nuova varietà di Nemesia prodotta da Proven Winners, una pianta originaria dell’Africa e dell’Europa meridionale, particolarmente resistente alle temperature alte e basse. La pianta è caratterizzata da fusti erbacei ramificati e da grossi fiori simili alle Bocca di Leone, molto profumati.

La fioritura è davvero ricca, e vanta tantissimi colori, come il rosso, l’arancione, il bianco, il lilla e il giallo. Poiché la Sunsatia sopravvive anche a temperature leggermente sotto lo zero, è adatta a essere interrata insieme a Viole e Primule, per creare eleganti composizioni primaverili. È un arbusto dal portamento tappezzante o ricadente, ideale da posizionare in balconette e basket, o come bordura in giardino.

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LA SUNSATIA: FIORI DA MARZO A NOVEMBRE

La Sunsatia si può interrare già verso febbraio e fiorisce da marzo fino a luglio senza pause. La particolarità di questa pianta è sicuramente la fioritura, molto abbondante e duratura, ricca di colori vivaci. È anche facile da coltivare, molto resistente e non richiede particolari cure.

La Sunsatia è una pianta da esterni e necessita della luce diretta del sole per crescere e produrre i suoi fiori. L’apporto d’acqua deve essere regolare per tutta la stagione vegetativa, facendo attenzione a non inzuppare troppo il terreno. Il substrato deve rimanere sempre umido, soprattutto d’estate, ma senza ristagni idrici.

Le piante di Sunsatia sono spesso annuali, quindi non necessiteranno di ulteriori rinvasi. Dopo l’acquisto è consigliabile travasarla in un contenitore più ampio, di circa 30 cm, insieme a del terriccio universale. Il substrato ideale deve essere fertile e ben drenato, con l’aggiunta di argilla e un’alta percentuale di torba bionda. Il concime è molto importante, e deve essere somministrato alla pianta settimanalmente e per tutto il periodo della fioritura.

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Venerdì, 18 Gennaio 2019 14:15

PIANTE AROMATICHE: COME CURARLE IN INVERNO

Coltivare le proprie piante aromatiche è facile e davvero utile. Basta qualche vaso e un po’ di spazio sul balcone per avere una scorta di odori freschi, sempre a portata di mano. Gli aromi non servono solo a insaporire le pietanze, ma arredano anche giardini e terrazzi grazie ai loro bellissimi fiori colorati e alle foglie sempreverdi.

Le piante aromatiche sono molto resistenti e nelle condizioni ottimali possono durare anche per anni. Inoltre si adattano bene al clima mite del nostro paese, a eccezione del basilico che non sopravvive a temperature inferiori ai 10 gradi.

Alloromaggioranamenta rosmarino, sopportano anche le basse temperature e crescono tranquillamente all’aperto. È probabile che le foglie secchino durante l’inverno, ma questo non deve allarmarci; le radici rimangono vive e continuano a nutrirsi anche durante questa stagione. In primavera, dopo che avremo spuntato i rami secchi, queste piante torneranno rinvigorite e si riempiranno di nuova vegetazione.

Alcune piante aromatiche come la salvia, il timo, l’origano e il peperoncino temono le gelate invernali e preferiscono essere poste al riparo, all’interno di una serra. Le piante che crescono in piena terra per resistere al freddo prediligono posizioni riparate, meglio se contro un muro o in una zona soleggiata. Molto importante è la composizione del substrato, che deve essere ricco di ghiaia e molto ben drenato per evitare che l’acqua stagni e congeli nel terreno.

Nelle regioni più fredde, può essere utile anche creare uno strato di pacciamatura, coprendo il terreno con della corteccia, al fine di tenerlo al caldo e proteggerlo dal gelo e dalle piogge eccessive. Per evitare i temuti ristagni, durante la stagione invernale bisogna innaffiare solo di rado, quando le giornate sono soleggiate.

Può essere utile, durante questa fase di riposo vegetativo, somministrare un fertilizzante che incrementi l’attività metabolica della pianta, aiutandola a resistere anche agli inverni più rigidi. Sopratutto le piante in vaso, hanno bisogno di fertilizzanti ricchi di aminoacidi, vitamine e sostanze umiche che aiutano la pianta a resistere meglio alle malattie e alle avversità climatiche. Trattandosi di piante destinate all’alimentazione, meglio scegliere un concime organico, utilizzabile in agricoltura biologica.

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Martedì, 08 Gennaio 2019 11:29

COLTIVARE L’ORTO A GENNAIO

L’inverno è la stagione perfetta per eseguire piccoli lavori di manutenzione all’interno dell’orto. Sembra un periodo di riposo forzato a causa delle giornate brevi e del freddo insistente, invece il nostro orto continua a vivere anche durante questa stagione. A gennaio per esempio, si può preparare il terreno per la semina, estirpare le vecchie piante e pianificare le coltivazioni in vista del nuovo anno.

PREPARAZIONE DEL TERRENO

La prima operazione da compiere per preparare l’orto è la vangatura. Con la vanga si frantumano le zolle di terra presenti in superficie e si rimescola il substrato per renderlo più permeabile e arieggiato. La vanga deve penetrare almeno 20-30 cm in profondità nel terreno, al fine di estirpare tutte le radici, i sassi e i residui delle colture precedenti. Una volta che il terreno sarà ripulito è il momento di distribuire dello stallatico o del concime specifico, come per esempio il Calciocianamide Nitrato. Questo fertilizzante è particolarmente indicato per concimare l’orto perchè ricco di calcio, che agisce come correttivo sui terreni acidi rendendoli neutri e più fertili. Il Calciocianamide riduce anche il problema delle lumache, controlla le infestanti e agisce nel terreno contro gli agenti responsabili delle malattie delle piante. Il letame invece è ricco di Azoto ed è un concime a lenta cessione, che continua a nutrite il terreno per settimane.

COSA SEMINARE A GENNAIO

Dopo 2-3 settimane dalla distribuzione del concime possiamo iniziare a seminare qualche ortaggio tipico della stagione invernale come cavoli, cipolle, ravanelli e valeriana. Se viviamo in zone più miti possiamo anche coltivare spinaci, bietole, radicchio, fave e piselli.

Le sementi vanno disposte in file e ricoperti da pochi centimetri di terra; molto importante durante la fase della semina è non eccedere con l’acqua, per non rischiare di gelare il terreno. L’orto andrebbe irrigato solo durante il giorno quando il sole è caldo e mai in dosi eccessive. Chi vive in zone dove la temperatura scende sotto lo zero, può proteggere il proprio orto con una piccola serra a tunnel. Se invece le gelate sono solo un avvenimento sporadico basterà munirsi di un tessuto non tessuto, da posizionare sopra il terreno per difenderlo dalla brina.

Queste semplici soluzioni basteranno a tenere al caldo i semi durante la delicata fase di germinazione, senza ricorrere a serre riscaldate o semenzai.

 

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L’Euphorbia pulcherrima è più comunemente conosciuta come Stella di Natale. Ma è nota con il nome di Poinsettia a causa di un errore: gli esperti non accorsero che fosse una Euphorbia quando fecero la sua prima catalogazione botanica.

La Stella di Natale è una pianta d’appartamento molto diffusa, soprattutto durante le feste invernali, reperibile in molti colori e screziature diverse. Simbolo natalizio per eccellenza, resiste all’aperto solo in zone dagli inverni moto miti, dove diventa un piccolo arbusto. I fiori sono in realtà foglie colorate dette brattee, mentre i fiori veri e propri sono piccoli e spuntano al centro delle foglie in inverno.

 

STELLA DI NATALE: COME COLTIVARLA TUTTO L’ANNO

La Stella di Natale va coltivata in casa in zone luminose e fresche, a una temperatura compresa tra 15° e 20° C, lontana da termosifoni o correnti d’aria. Durante l’inverno, servono almeno 14 ore giornaliere di buio e 10 di luce intensa per almeno 30 giorni consecutivi per ottenere la rinascita delle brattee colorate.

Le innaffiature devono essere frequenti, lasciando asciugare il terreno tra un’irrigazione e l’altra; teme i ristagni idrici, per questo motivo bisogna evitare di lasciare l’acqua per molto tempo nel sottovaso. Le brattee colorate durano a lungo sulla pianta ma possono cadere e seccarsi se l’ambiente è troppo secco o se la pianta è esposta ai raggi diretti del sole.

Ḕ consigliabile fornire del concime specifico per Stelle di Natale o per piante da fiore, ogni 15 giorni durante il periodo di ripresa vegetativa. Quando le brattee cadono, occorre accorciare gli steli ed effettuare il rinvaso con terriccio universale concimato con un prodotto per piante verd: dopo poco nasceranno le nuove foglie verdi. Il lattice bianco che esce dagli steli recisi può risultare irritante per la pelle, perciò al momento di accorciare gli steli, conviene indossare guanti protettivi.

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Mercoledì, 14 Novembre 2018 11:00

ACERI: DIAMO COLORE ALL’AUTUNNO

Dietro il nome Aceri si celano tutti gli alberi e gli arbusti del genere Acer, che suscitano sempre ammirazione e stupore grazie della bellezza delle foglie colorate e alla loro imponenza. Alcune specie, come l’Acer griseum, hanno una magnifica corteccia che si sfoglia e in autunno la loro chioma si colora di giallo, arancione e rosso. Altri esemplari, come l’Acer palmatum, sono di dimensioni più ridotte e possono essere coltivati anche in vaso.

 

ACERI: CONSIGLI PER LA COLTIVAZIONE 

Caratterizzati da una crescita lenta, questi alberi raggiungono un’altezza massima di 6 metri e sono ideali da coltivare in piccoli giardini o in terrazzo. I soggetti giovani hanno un aspetto arbustivo, ma con il tempo si trasformano in magnifici esemplari dal fogliame denso e dal tronco corto. A seconda delle varietà possono avere foglie porpora, verdi con il bordo rosso o tricolore, che si tramutano in rosso accesso in autunno.Caratterizzati da una crescita lenta, questi alberi raggiungono un’altezza massima di 6 metri e sono ideali da coltivare in piccoli giardini o in terrazzo. I soggetti giovani hanno un aspetto arbustivo, ma con il tempo si trasformano in magnifici esemplari dal fogliame denso e dal tronco corto. A seconda delle varietà possono avere foglie porpora, verdi con il bordo rosso o tricolore, che si tramutano in rosso accesso in autunno.Tutti gli Aceri amano un terreno acido e ben drenato, anche se tollerano composti leggermente calcarei. La posizione ideale è al sole o a mezz’ombra, al riparo dal vento che può rovinare le giovani foglie.L’intensità di colore delle foglie dipende dalla quantità di luce solare che questi alberi ricevono durante la stagione autunnale, è perciò importante non piantare gli Aceri in zone troppo ombrose. Sono piante che resistono bene al freddo, fino a -10° C, mentre non amano climi troppo secchi; gli Aceri infatti necessitano di molta acqua, soprattutto in estate e di un terreno sempre umido. Sono piante molto sensibili ai ristagni idrici, per questo motivo è necessario fornire un buon drenaggio, effettuando una pacciamatura con paglia, oppure nel caso della coltivazione in vaso disponendo uno strato di palline di argilla sul fondo del contenitore.

Inoltre, in primavera e in autunno, è consigliabile concimare con un fertilizzante per piante acidofile, per aiutare la pianta a crescere sana e rigogliosa.

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Martedì, 23 Ottobre 2018 14:47

FIORI AUTUNNALI: LE ERICHE

Le Eriche sono piante autunnali per eccellenza, grazie alla loro fioritura settembrina che dura per tutto l’inverno e la loro incredibile resistenza al freddo. Non è difficile in questa stagione vedere questa piante in terrazze, aiuole e giardini, o utilizzate come complemento d’arredo in appartamento. I fiorellini bianchi, rosa, viola, bronzo ma anche bicolori permangono sulle Eriche fino in primavera, a patto che ricevano molto sole durante l’autunno.

In natura le Eriche prosperano nelle brughiere: il loro processo vitale favorisce la formazione di torba, usata per produrre i terricci. Sono anche considerate piante indicatrici della vitalità del suolo, in quanto sono tra le prime a popolare i terreni dopo un incendio boschivo.

L’Erica è una pianta a bassa manutenzione, che necessita di molta luce ma non resiste al sole diretto, prediligendo posizioni riparate. Teme il caldo torrido e l’aria asciutta, mentre ama il fresco ma non sopravvive a temperature inferiori a 0°C.

ERICHE: SCOPRIAMO LE PIU’ DIFFUSE

L’Erica Calluna vulgaris, l’Erica darleyensis e l’Erica gracilis sono tra le più diffuse, incrociate e ibridate fra loro per migliorare la quantità e il colore dei fiori fittamente disposti sui rametti.

Se interrate in piena terra necessitano di una distanza di impianto di almeno 30 cm l’una dall’altra e di un terriccio per acidofile, con uno strato drenante sul fondo del contenitore se coltivate in vaso. Il terriccio deve essere sempre umido ma non fradicio; si può appoggiare il vaso su uno strato di ghiaia o biglie di argilla inumidita.

Va innaffiata 2 o 3 volte a settimana, preferibilmente con acqua piovana o decalcificata perché mal sopporta l’acqua calcarea e ricca di cloro delle normali reti idriche domestiche. Se la pianta non viene innaffiata si secca, ma conserva il suo aspetto decorativo e può essere comunque tenuta in vaso per arredare il terrazzo o in appartamento.

L’Erica è una pianta perenne trattata come stagionale; se si desidera tentare di farla durare da un anno all’altro, va rinvasata in primavera in un contenitore di plastica per trattenere bene l’umidità. Dopo la fioritura, è consigliabile tagliare i rami a metà della loro lunghezza e posizionare i vasi in ombra fresca, umida e luminosa.

Per quanto riguarda la concimazione non ha bisogno di molto nutrimento: è sufficiente fornire un fertilizzante liquido per piante acidofile, ogni 15 giorni all’acqua di irrigazione.

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Garden Zanet

Azienda Agricola "FLOROVIVAISTICA"
F.lli ZANET di Zanet Enzo

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Orari di Apertura
Dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 19.00
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Mesi di luglio e agosto, domenica 
Dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00 

Giorni di Chiusura
Pasqua - Ferragosto - Natale - S.Stefano - 1° gennaio

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