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La potatura delle rose spaventa sempre un po’ i giardinieri alle prime armi, ma in realtà è una pratica molto importante per le piante.

Come spesso succede nel giardinaggio, per diventare un buon potatore ci vogliono tempo e pratica, ma sappiate che vi dovete impegnare molto per uccidere una rosa a causa di una cattiva potatura. Diciamo subito che non tutti i tipi di rose devono essere potati, ma se avete intenzione di farlo l’inizio della primavera è il periodo giusto: potare prima che le gemme si aprano, farà sì che il cespuglio di rose crescerà con più energia.

video potatura rose

La potatura delle rose ha quattro obiettivi in particolare: incoraggiare la crescita e la fioritura, rimuovere le parti secche, migliorare la circolazione dell’aria e dare una forma alla pianta. Gli attrezzi necessari sono una cesoia by pass, che garantisce un taglio pulito e non schiaccia il ramo, e un paio di guanti per proteggervi dalle spine.

La potatura inizia della rimozione dei rami secchi e rachitici, per poi seguire con quelli troppo vecchi e quelli che danno una forma sbagliata alla pianta. Ricordatevi di usare sempre cesoie pulite e taglienti e di iniziare dalla base della pianta. Rimuovete 2/3 della lunghezza dei rami, mantenendo 2 o 3 gemme nella parte inferiore (4/5 nei rami più vigorosi). Oltre alla potatura primaverile, è consigliabile ridimensionare di 1/3 la lunghezza del ramo dopo le prime fioriture e procedere in inverno con una potatura di pulizia e di ridimensionamento.

In questo periodo è molto importante anche una buona concimazione. Ripulite la base della pianta di rose dalle erbacce e utilizzate un fertilizzante specifico per le rose. Si può optare per un fertilizzante liquido o a lenta cessione: nel primo caso dovremo effettuare delle concimazioni frequenti, mentre nel secondo caso – essendo a lenta cessione – sarà più saltuario.

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I disegni e il video sono di Meilland Ricardier, uno dei più importanti produttori francesi di rose.

Published in Tecnica e cura
Martedì, 23 Ottobre 2018 14:47

FIORI AUTUNNALI: LE ERICHE

Le Eriche sono piante autunnali per eccellenza, grazie alla loro fioritura settembrina che dura per tutto l’inverno e la loro incredibile resistenza al freddo. Non è difficile in questa stagione vedere questa piante in terrazze, aiuole e giardini, o utilizzate come complemento d’arredo in appartamento. I fiorellini bianchi, rosa, viola, bronzo ma anche bicolori permangono sulle Eriche fino in primavera, a patto che ricevano molto sole durante l’autunno.

In natura le Eriche prosperano nelle brughiere: il loro processo vitale favorisce la formazione di torba, usata per produrre i terricci. Sono anche considerate piante indicatrici della vitalità del suolo, in quanto sono tra le prime a popolare i terreni dopo un incendio boschivo.

L’Erica è una pianta a bassa manutenzione, che necessita di molta luce ma non resiste al sole diretto, prediligendo posizioni riparate. Teme il caldo torrido e l’aria asciutta, mentre ama il fresco ma non sopravvive a temperature inferiori a 0°C.

ERICHE: SCOPRIAMO LE PIU’ DIFFUSE

L’Erica Calluna vulgaris, l’Erica darleyensis e l’Erica gracilis sono tra le più diffuse, incrociate e ibridate fra loro per migliorare la quantità e il colore dei fiori fittamente disposti sui rametti.

Se interrate in piena terra necessitano di una distanza di impianto di almeno 30 cm l’una dall’altra e di un terriccio per acidofile, con uno strato drenante sul fondo del contenitore se coltivate in vaso. Il terriccio deve essere sempre umido ma non fradicio; si può appoggiare il vaso su uno strato di ghiaia o biglie di argilla inumidita.

Va innaffiata 2 o 3 volte a settimana, preferibilmente con acqua piovana o decalcificata perché mal sopporta l’acqua calcarea e ricca di cloro delle normali reti idriche domestiche. Se la pianta non viene innaffiata si secca, ma conserva il suo aspetto decorativo e può essere comunque tenuta in vaso per arredare il terrazzo o in appartamento.

L’Erica è una pianta perenne trattata come stagionale; se si desidera tentare di farla durare da un anno all’altro, va rinvasata in primavera in un contenitore di plastica per trattenere bene l’umidità. Dopo la fioritura, è consigliabile tagliare i rami a metà della loro lunghezza e posizionare i vasi in ombra fresca, umida e luminosa.

Per quanto riguarda la concimazione non ha bisogno di molto nutrimento: è sufficiente fornire un fertilizzante liquido per piante acidofile, ogni 15 giorni all’acqua di irrigazione.

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