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Giovedì, 22 Novembre 2018 22:41

COME PROTEGGERE LE PIANTE DAL FREDDO

In inverno, gelate notturne e intemperie possono causare numerosi danni a piante ornamentali, campi coltivati e piccoli orti. Alcune delle piante più diffuse nei nostri giardini infatti, come agrumi e alcune piante tropicali, non resistono a temperature inferiori allo zero e vanno dunque protette. Ma come possiamo proteggere le piante dal freddo?

PROTEGGERE LE PIANTE DAL FREDDO: DALLE SERRE AI TELI

Per quanto riguarda le piccole piante in vaso, si possono facilmente portare in casa al caldo oppure, meglio ancora, spostarle in una serra. Oggi, anche chi dispone di poco spazio può trovare in commercio piccole serre facili da montare; alcuni modelli, pensati apposta per il terrazzo, occupano appena una parete e si sviluppano in altezza.

Se per le piante in vaso la serra risolve ogni problema, più complesso diventa proteggere le piante coltivate in piena terra. Un metodo tradizionale per proteggere le radici delle piante, una delle parti più delicate e danneggiabili dal freddo, è la pacciamatura. Sistemare foglie secche, trucioli e altre fibre naturali sul terreno, protegge l’apparato radicale dal freddo e lo preserva da eventuali ristagni d’acqua che potrebbero gelare il terreno sottostante.

Più pratico e incisivo è il telo di tessuto non tessuto, un materiale permeabile all’aria e all’acqua di facile impiego, molto resistente. Questo telo può essere usato in questa stagoine per proteggere alberi e ortaggi, ma viene utilizzato anche per anticipare la semina e prolungare i raccolti.Il suo impiego è molto semplice: possiamo avvolgerlo intorno alla chioma e al tronco di una pianta per isolarla, oppure costruire un tunnel sopra un campo coltivato, o ancora stenderlo su piccole siepi o aiuole. Il telo di tessuto non tessuto permette alla pianta di mantenere una temperatura costante ma a differenza del telo di plastica di alcune serre, la lascia libera di respirare e di assorbire l’acqua dall’ambiente circostante.

 

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Published in Tecnica e cura
Giovedì, 30 Agosto 2018 23:01

FICUS: COME COLTIVARLO

Coltivare il Ficus è facile: si tratta di una pianta tropicale appartenente alla famiglia delle Moracee. Viene molto utilizzata come pianta ornamentale perchè è dotata di un bellissimo fogliame  coriaceo, di varie dimensioni e variegature. Del genere Ficus si conoscono più di 600 specie divise tra arbusti, alberi e rampicanti. La maggior parte delle piante, come il Ficus benjamina, hanno un portamento arbustivo e possono arrivare fino ai 2 metri di altezza.

E’ interessante sapere che il Ficus agisce come filtro naturale dell’aria delle nostre case, assorbendo i Vocs con gli stomi delle foglie e immagazzinandoli nella lignina del fusto. E’ dimostrato scientificamente che il Ficus è particomante attivo nell’assorbire formaldeide, benzene e fumo di sigaretta.

COLTIVARE IL FICUS: SCOPRI COME NEL VIDEO

Scopri come è facile coltivare un Ficus!

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Published in Green e flower
Sabato, 18 Agosto 2018 21:01

AGOSTO: I LAVORI NELL’ORTO

L’orto in agosto richiede cure e tempo da dedicare alle nuove semine e al raccolto. Le condizioni climatiche in gran parte dell’Italia sono infatti ottimali per una crescita rapida ed efficiente delle colture. In questo periodo si piantano ortaggi autunnali, in semenzai o in piena terra, come cavoli, fagioli, cicoria, carciofi, lattuga, rape, cipolle, carote, finocchi e spinaci.

L'ORTO AL RIPARO DALLE GRANDINATE

Oltre alla semina, ad agosto bisogna anche eliminare manualmente le erbacce cresciute nell’orto, utilizzando un sarchiatore. Inoltre sarà importante concimare il terreno che ospiterà le nuove colture.

Durante il mese di agosto l’afa può essere un problema per l’orto, poichè l’acqua tende a evaporare velocemente in superficie. Irrigate abbondantemente verso il tramonto, in modo che l’acqua possa penetrare a fondo durante la notte senza evaporare, e fatelo in modo costante.

In caso di improvvise grandinate e abbassamenti di temperatura, è consigliabile proteggere le piantine e i terreni seminati con una rete antigrandine e un telo di tessuto non tessuto.

L’estate è però sopratutto periodo di raccolto abbondante e vario. Possiamo trovare maturi: melanzane, cetrioli, pomodori, peperoni, patate, verze, zucchine, angurie e basilico.

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Published in Tecnica e cura

La Viola del pensiero, di cui esistono numerosi ibridi solitamente utilizzati come stagionali, appartiene alla famiglia delle Violaceae ed è molto diffusa in Europa, ai Tropici e nelle Ande. Simbolo d’amore profondo, è molto apprezzata per le sue sfumature di colore, che variano dal lilla al porpora-nero.

COME COLTIVARE LA VIOLA DEL PENSIERO:

Si puó coltivare sia in vaso, sia in piena terra o in ciotole miste con altre piante stagionali; l’ideale è piantare questo fiore a settembre-ottobre o febbraio-marzo. Fiorisce in autunno fino all’inizio della primavera in zone a mezz’ombra, ombra piena o leggermente soleggiate. Se le Viole sono ancora fiorite in maggio dall’autunno precedente, occorre trasferirle in un angolo ombreggiato e fresco per aiutarle a superare il caldo estivo.

Il rinvaso della pianta deve essere fatto subito dopo l'acquisto, utilizzando vasi di piccole dimensioni, in quanto l’apparato radicale della pianta non si sviluppa molto in profondità, e un terriccio specifico per piante da fiore.

La Viola resiste anche a temperature basse e ama il freddo, quindi ha una facile ripresa anche dopo le nevicate.

Il terriccio deve sempre essere mantenuto appena umido, senza esagerare con le irrigazioni per non favorire i ristagni idrici.

E' consigliabile fornire alla pianta ogni 15-20 giorni un concime liquido per piante fiorite, durante il periodo di fioritura, specialmente per gli esemplari coltivati in vaso, che hanno risorse energetiche limitate al piccolo pane di terra contenuto nel vaso.

Questi fiori, se coltivati con metodi bio, possono essere consumati in insalate e dolci.

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Published in Green e flower

Innaffiare le piante in maniera costante è fondamentale per mantenerle in salute, soprattutto con la calura estiva. Il terreno si secca velocemente quando il termometro supera i 30 gradi e l’apporto d’acqua deve essere quotidiano. Le piante coltivate in vaso, avendo a disposizione un quantità contenuta di terra, non possono cercare l’acqua nella profondità del terreno. Irrigare le piante tutti i giorni non sempre possibile: le ferie estive, un week end di relax o un viaggio urgente, potrebbero tenerci lontani da casae non permetterci di occuparci di loro.

La soluzione migliore è l’installazione di un impianto di irrigazione (interrato o di superficie nel caso di un giardino o a goccia se parliamo di un terrazzo) comandato da una centralina, sistema che consente di innaffiare le piante durante tutto l’arco dell’anno. Tuttavia, se abbiamo poche piante oppure se abbiamo un terrazzo senza rubinetto esterno, un impianto computerizzato non è la soluzione ideale, in quanto collegare la centralina a un rubinetto interno alla casa può comportare allagamenti in vostra assenza a causa del guasto della centralina.

In commercio esistono però alcune soluzioni economiche concepite proprio per questi casi specifici.

Un esempio è l’acqua complessata o in gel, una sostanza gelatinosa che svolge la funzione di reidratante basale ed elimina la necessità dell’intervento quotidiano di innaffiatura, garantendo alla pianta fino a 20-30 giorni di autonomia. È sufficiente bagnare il terreno e inserire la confezione aperta capovolta in 2/3 cm di terra; con il passare dei giorni, il gel ritornerà liquido, rilasciando nella pianta il giusto apporto d’acqua. Una confezione da 300 ml è sufficiente per un vaso fino a 20 cm di diametro.

Un’altra alternativa è l’irrigatore a “carota” che sfrutta l’osmosi e permette di irrigare una pianta in vaso in modo automatico per lunghi o brevi periodi di assenza. L’umidificatore in ceramica, posizionato nel terreno, quando è secco per osmosi aspira l’acqua da un tubicino immerso in un recipiente piccolo o grande (a seconda dei giorni d’assenza). È adatto per vasi di diametro fino a 25 cm e apporta circa 10 cl d’acqua al giorno.

Per i terrazzi più rigogliosi, la soluzione migliore è un set d’irrigazione. Esistono in commercio set completi di pompa, tubi, distributori a goccia e trasformatore con timer, facili da usare e che non necessitano di essere programmati. La pompa, immersa in un serbatoio, trasporta l’acqua agli erogatori che bagnano la terra goccia a goccia. L’apporto d’acqua può essere regolato a seconda delle diverse esigenze della pianta e la presenza dei tubi e degli irrigatori vi permette di personalizzare il vostro impianto. Un piccolo consiglio: installate il set d’irrigazione un paio di giorni prima di partire, in modo da verificare che tutto funzioni perfettamente. Specialmente dopo il primo utilizzo, gli irrigatori potrebbero essersi ostruiti con polvere o terra: se l’avete utilizzato la scorsa estate e non è stato pulito perfettamente è sempre bene fare dei test.

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Martedì, 17 Luglio 2018 08:03

ORTO: I LAVORI A LUGLIO

Non c'è mese più apprezzato dagli orticoltori come Luglio, il mese dell'abbondanza! I frutti e gli ortaggi seminati nei mesi precedenti arrivano a maturazione, favoriti dal clima caldo, ma non troppo secco.

Un ricco raccolto di zucchinepomodoriinsalatapeperoni, cetriolifagiolinimelanzanecocomerifragole e la maggior parte delle erbe aromatiche.

C'è ancora tempo per seminare insalata da tagliofinocchizucchinefagiolinirape e cavoli in vista dell’autunno.

ATTENZIONE AL SOLE E AI PARASSITI

Riparate dal sole i semenzai e il terreno appena seminato con delle reti ombreggianti, utili anche in caso di grandine.

Eliminate i rami laterali nelle piante di pomodoro, per alleggerire la pianta e ottenere frutti più sani e gustosi.

Osservate sempre anche le foglie, per individuare tempestivamente eventuali segni di malattie fungine o parassiti che potrebbero danneggiare il raccolto.

Eliminate le erbacce manualmente, oppure effettuate una zappatura superficiale vicino alle coltivazioni, se possedete un orto molto grande, La zappatura non è solo un modo rapido per eliminare le malerbe, ma aiuta anche ad arieggiare il terreno e permette all’acqua e al concime di arrivare inn profondità. Le malerbe crescono ovunque, rapide ed insidiose, e incontrollatamente e possono soffocare le piantine e impoverire il terreno. 

Concimate leggermente il terreno nel mese di Luglio ed irrigate abbondantemente e frequentemente per mantenere sempre umido il substrato.

 

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Martedì, 05 Dicembre 2017 17:52

La coltivazione della pianta del tè

Il tè è la bevanda più diffusa al mondo, in commercio si possono trovare diverse tipologie: il tè verde, che è un tipo di tè non fermentato, le cui foglie sono essiccate tramite il calore del sole; il tè nero, che assume un colore scuro per via dei processi di fermentazione a cui viene sottoposto prima dell'essicazione; il tè bianco, cioè la tipologia che subisce meno lavorazioni in assoluto; il tè puher, poco diffuso in occidente, che viene prima essiccato e poi fermentato,

Nonostante queste varietà tutti i tè derivano dalla pianta Camellia Sinensis, una pianta di origine asiatica.

La Camellia Sinensis predilige climi temperati, con piogge distribuite nell'intero arco dell'anno. Ama il sole, ma patisce alla luce diretta: si consiglia quindi di coltivare la pianta del tè in un luogo luminoso ma a mezz'ombra.

In estate quindi, la lasceremo in giardino o sul balcone, annaffiandola in maniera abbondante (meglio se con acqua povera di calcio), mentre in inverno bisognerà ritirarla in casa vicino a una finestra. Può essere rinvasata con terricci per piante acidofile e concimata con prodotti organici.

La fioritura, nei nostri climi, ha generalmente luogo in autunno: i fiori bianchi sono molto belli e delicati, ed emanano un profumo piacevole.

Dalla pianta alla bevanda

La lavorazione delle foglie di Camellia Sinensi può essere svolta a livello domestico seguendo pochi semplici passaggi, senza l'impiego di apparecchiature speciali, ottendendo un tè chiaro e delicato al palato.

Si consiglia di raccogliere le gemme più tenere che si dischiudono progressivamente da aprile a settembre, di lasciarle disidratare all'ombra almeno una settimana in un ambiente asciutto, di completare l'essicazione riscaldando il forno a 150°C, spegnendolo e lasciandovi le gemme per dieci minuti. Il tè va poi fatto riposare per almeno 2 mesi, in un sacchetto di carta (affinchè traspiri, per questo motivo i sacchetti di plastica non sono idonei). Questo ultimo processo aiuta a far risaltare il suo aroma.

Per preparare il tè, portiamo ad ebollizione 1 litro d'acqua, aggiungiamo 300 ml di acqua a temperatura ambiente e 20 gemme di tè essiccate come descritto sopra. Lasciamo in infusione per 3 minuti. Si può riempire la teiera d'acqua per altre 2 volte, sfruttando la breve durata delle infusioni.

Flower in a tea plant at a Darjeeling Tea plantation

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Garden Zanet

Azienda Agricola "FLOROVIVAISTICA"
F.lli ZANET di Zanet Enzo

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Via Valsesia n°8 28077 Prato Sesia (NO)
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Orari

Orari di Apertura
Dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 19.00
Tutti i giorni, festivi compresi

Mesi di luglio e agosto, domenica 
Dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00 

Giorni di Chiusura
Pasqua - Ferragosto - Natale - S.Stefano - 1° gennaio

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